Città di Cosenza battuta in casa dal Messina

Città di Cosenza-Messina 5-8  (2-0, 3-2, 0-3, 0-3)

Città di Cosenza: Gorlero, Citino, Greco, De Mari 1, Motta S. 1, De Cuia 1, Kuzina 1, Nicolai, Di Claudio, Presta, Motta R. 1, Nisticò, Sena. All. Capanna.

Messina: Sotireli, De Vincentiis 1, Bonanno, Amedeo 2, Brown 1, Radicchi 1, D’Amico 1, Rella, Zhao 2, Majolino, Atigue, Misiti, Celona. All. Misiti.

Arbitri: Navarra e Scappini.

Superiorità numeriche: Cosenza 0/4, Messina 5/9 + un rigore.
Note: Nessuna giocatrice uscita per limite di falli. Gorlero (C) para un rigore a Zhao nel primo tempo.

 

Impresa del Messina, che a Cosenza confeziona un successo meritato in un match incredibile. In un libro giallo sarebbe il delitto perfetto, perché il successo ottenuto fuori casa regala a Misiti i primi tre punti, lo schioda dall’ultimo posto in classifica e permette alla sua squadra di raggiungere proprio Cosenza, ultima in classifica proprio insieme alle peloritane ma con lo scontro diretto a sfavore. Un ko che a Cosenza fa male non solo per il peso in classifica, ma per come è arrivato. La squadra di Capanna ha infatti diretto le ostilità per due tempi, passando in vantaggio per 4-0, esultando per il rigore parato da Gorlero a Zaho e per una gara che nel suo svolgimento sembrava scoraggiare Messina e garantire un facile successo alle padrone di casa. Le siciliane però si svegliano nel secondo parziale e trovano due reti, ma il 5-2 regala tranquillità a Capanna. Il terzo tempo parte in equilibrio e fino a due minuti dal suono della sirena vive senza reti ed emozioni. Poi il blackout delle padrone di casa, che in 120 secondi incassano tre reti con Amedeo, Radicchi e la ex D’Amico. Messina pareggia i conti, e non ha grossi cambi in panchina, ma Cosenza è incapace di reagire.  Nel terzo tempo, e per più di 18 minuti in totale, le ragazze di casa non trovano il bersaglio grosso. Dall’altra parte invece continuano ad attaccare, a raccogliere espulsioni a favore (9 per Messina e 4 per Cosenza) e a premere contro un gruppo che non reagisce, sbaglia anche la doppia superiorità e si spegne. Arriva un parziale di 3-0 per Messina che completa la rimonta con un meritato 5-8. Cosenza si interroga e Capanna non cerca scuse. “Quando perdi 8-5 in questo modo – afferma l’allenatore – non devi cercare alibi e né pensare agli arbitri. Non mi piace perdere così e devo fare autocritica. Credo che l’errore principale è nella costruzione di una mentalità della squadra. Dopo due anni e mezzo non si può avere questo atteggiamento ed è colpa mia perché manca entusiasmo. Credo che qualcuno potrebbe far meglio, perché in questo momento è la qualità che può fare la differenza. Se però mancano la voglia di lottare e di vincere neanche la qualità può aiutarti. E’ colpa mia e anche le ragazze sono mancate in qualcosa. Devo essere seguito per farlo perché noto che mancano due componenti su tutte e mi riferisco alla voglia di lottare e di sognare. Come l’anno scorso dobbiamo pensare solo a lottare ritrovando quelle componenti che ti penalizzano come è successo oggi”.

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